Sanremo: dal 1951 a oggi tra musica e scandali


Il Festival della canzone italiana, conosciuto anche più semplicemente come Festival di Sanremo o solo Sanremo è fra tutte la manifestazione italiana canora più famosa e importante, che ogni anno ha luogo per l’appunto a Sanremo, in Liguria, città dei fiori e della musica.
È uno degli eventi più popolari del bel Paese soprattutto perché ad ogni edizione, oltre che a portare sul palco i più grandi talenti del territorio, tra immense vecchie glorie e nuovi talenti emergenti, scatena sempre scandali e polemiche di cui si parla poi per le quattro settimane seguenti.
Per poter partecipare alla gara è necessario che i testi dei propri brani siano stati composti da autori italiani con tesi in lingua italiana (o anche uno tra i vari dialetti regionali italiani) e che vengano proposti su quel palco per la prima volta, che siano quindi brani inediti, mai eseguiti pubblicamente prima, pena l’esclusione dalla competizione.
Anche per questo nel corso degli anni il celebre palco dell’Ariston ha portato alla luce veri capolavori della musica italiana, rendendoli brani ever green che ancora oggi tutti conoscono e cantano.
La prima edizione risale al 1951 quando Angelo Nicola Amato, direttore delle manifestazioni e delle pubbliche relazioni del Casinò di Sanremo e Angelo Nizza, noto giornalista dell’epoca partorirono l’idea di organizzare il primo, vero festival della canzone italiana. Una volta avute le dovute autorizzazioni, l’unica parte mancante era un regolamento. In particolare, di ciò si interessò Pier Bussetti, collaboratore del Casinò di Sanremo, il quale insieme a Giulio Razzi, mise a punto il regolamento del concorso.
Nella prima edizione del Festival di Sanremo i partecipanti furono soltanto 3: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano, con ben 20 brani in gara, l’evento si tenne dal 29 al 31 gennaio e fu condotto da Nunzio Filogamo. Quell’anno vinse Nilla Pizzi con il celebre brano “Grazie dei fiori”.
Nilla Pizzi al Festival di Sanremo, 1951

Inizialmente la manifestazione non ebbe quasi nulla a che vedere con la riuscita degli anni successivi, infatti nel primo periodo, Sanremo, sembrava quasi un café-chantant: i cantati si esibivano mentre il pubblico seduto ai tavolini aspettava che i camerieri portassero le consumazioni.
Le votazioni vennero effettuate in sala, le hostess passarono di tavolino in tavolino con delle urne nelle quali ognuno poteva inserire la propria scheda di preferenza.
Le prime quattro edizioni furono trasmesse esclusivamente per radio dal Casinò di Sanremo, dal 1955 in poi divenne un evento soprattutto televisivo, trasmesso in Eurovisione (dal 1958) da Raiuno.
Fino al 1976 il festival si tenne nel teatro del Casinò e poi, dall’anno successivo, nel teatro Ariston.
Festival di Sanremo, 1952

C’è da dire anche che il festival un tempo non era come lo conosciamo noi oggi, per esempio, la categoria delle Nuove Proposte venne istituita solo nel 1984.
Tra le edizioni più importanti ricordiamo quella del 1952, in cui Nilla Pizzi si aggiudica tutti i premi del podio, evento mai più accaduto; quella del 1967, segnata dal tragico e drammatico suicidio del cantante in gara Luigi Tenco che era appena stato eliminato. Nel 1977 ci fu la prima edizione del Festival visibile a colori in Italia grazie al sistema PAL. Ricordiamo l’edizione del 1986 per la conduzione di Loretta Goggi: per la prima volta è una donna ad essere la presentatrice principale della gara.
L’edizione del 1990 fu l’unica a non essere svolta, dal 1977, al teatro Ariston, chiuso per lavori di ristrutturazione. Momentaneamente la manifestazione si trasferisce in un capannone del Mercato dei fiori, denominato per l’occazione “Palafiori”.


                           

Le conduzioni
Il Festival ha avuto quasi sempre un presentatore principale affiancato ad ogni edizione da vallette, raramente si è trattato di co-conduzioni. Tra i presentatori più importati e più amati troviamo Pippo Baudo, talvolta affiancato dalla splendida Sabrina Ferilli, talvolta da Cannelle e Anna Oxa. Subito dopo Pippo nazionale, troviamo Mike Bongiorno, affiancato nella sua conduzione più famosa da Valeria Marini. Nel 1991 sono Andrea Occhipinti e la bellissima attrice francese Edwige Fenech a condurre il Festival della canzone italiana. Per quanto riguarda invece la conduzione al femminile, sono solo quattro le donne ad aver condotto il Festival come presentatrici principali: Loretta Goggi, Raffaella Carrà, Simona Ventura e Antonella Clerici.
Tra i presentator
i normalmente assunti a Mediaset che per l’occasione si spostarono i Rai ricordiamo Paolo Bonolis e Maria De Filippi.    
Antonella Clerici e Paolo Bonolis, 2005
Sabrina Ferilli e Pippo Baudo, 1996
Mike Bongiorno e Maria Giovanna Elmi, 1978
Andrea Occhipinti e Edwige Fenech, 1991
Gli scandali
Non c'è Festival di Sanremo senza polemiche. Anzi, i pettegolezzi, le controversie, le classiche battute in stile "tanto è deciso chi vincerà" sono parte integrante della kermesse musicale più famosa in talia.
Ripercorriamo sin dagli albori gli scandali che hanno da sempre reso il Festival di Sanremo la gara canora più discussa.
E' il 1955, il primo anno del Festival in tv. Ad aprire per la prima volta questa gara canora, destinata a diventare quella più importante della Nazione, è Claudio Villa che rinuncia all'esibizione della finalissima per problemi di salute.  Successivamente escono sulle testate giornalistiche le foto che tentano di provare questa presunta malattia. Ma la realtà, che andrà a svelarsi pochi giorni dopo, è un'altra:
sua moglie Miranda, scoperto il tradimento di Villa, ha intenzione
Loredana Bertè, 1986
di fargli una scenata in diretta tv. La direzione cercherà di salvare
il salvabile, sostituendo il cantante con un giradischi. 
Siamo nel 1961, sicuramente tra le edizioni del Festival cariche di scandali. Sul palco uno sconosciuto e giovanissimo Adriano Celentano canta voltando le spalle al pubblico.  Da non dimenticare è in assoluto la questione che vide come protagonista Mina. L'emozione le giocò un brutto scherzo: durante la seconda serata, sulla nota finale di un acuto mentre cantava “Io amo tu ami”, le si spezzò la voce; la cantante scoppiò a piangere e si allontanò dal palcoscenico senza neppure finire la canzone. Delusa e amareggiata, promise che non avrebbe mai più partecipato ad un Festival, promessa fino ad ora mantenuta. 
Gino Paoli, invece, fu il primo ad esibirsi al Festival senza indossare il tradizionale smoking e con la cravatta slacciata. Infine Umberto Bindi sfoggiò un vistoso anello al dito mignolo, che attirò l'attenzione della stampa e del pubblico sulla sua sospetta omosessualità 
Nel 1964 Bobby Solo canta "Una lacrima sul viso", uno dei più grandi successi di quegli anni. Ma lo scandalo si nasconde dietro l’angolo: infatti Bobby Solo si presenta in gara con rimmel e mascara. Ma il peggio deve ancora venire: Bobby Solo si è
esibito in Play back. Calo di voce, dicevano. 
Due anni più tardi, nel 1966, uno degli scandali più famosi del Festival di Sanremo legato a Mike Bongiorno. Carla Puccini, co-presentatrice dello spettacolo, con la complicità di Renzo Arbore architetta una piccola truffa: sviene sul palco davanti a tutti. Tutto questo piano “malefico” per fare pubblicità. Mike fiuta l'imbroglio e appena Carla Puccini manifesta i
primi segnali di mancamento, ordina che la telecamera venga rivolta
altrove. Niente pubblicità, quindi, solo una gigantesca figuraccia.
Gli Anni Ottanta sono gli anni in cui le censure figuravano meno e il bigottismo iniziava a perdere le proprie tracce. 
Nel 1980 Roberto Benigni e Olimpia Carlisi si baciano
appassionatamente sulla bocca sul palco per quasi un minuto. In
platea il pubblico più conservatore mormora, ma tanti se la ridono di
gusto.
 Rimasta leggendaria è l’esibizione di Loredana Bertè, che nel 1986, si presenta sul palco con l'ormai leggendario pancione. Dai moralisti viene visto come un insulto alla maternità.
Nel 1992 gareggia la grande Mia Martini con lo splendido brano “Gli uomini non cambiano”, che per puro caso del destino, oseremmo dire, passa al secondo posto.
Mina Mazzini, 1961
Iconica è la situazione che Baudo, in veste di conduttore, vive nel 1995. Un signore sale sulla balconata e minaccia di buttarsi. E’ Pino Pagano, un disoccupato che ha scelto il gesto estremo per far sentire la sua voce. Il conduttore, in quella che è sembrata un’azione eroica, convince l’uomo a scendere. Da subito si pensa a una mossa organizzata ma le polemiche vengono presto placate. Qualche anno dopo, però, sarà lo stesso Pagano ad ammettere – seppur implicitamente – la messa in scena.
L’anno successivo si registrò il celebre caso di Ron, che vinse in coppia con Tosca sulle note di "Vorrei incontrarti tra cent'anni", battendo di soli 591 voti i favoriti Elio e le Storie Tese, presenti all'Ariston con il loro celebre brano  "La terra dei cachi". Striscia la Notizia divulgò il nome del vincitore prima del verdetto finale, mostrando la scritta "Rosa Fumetto, Lino Banfi, Vince Tempera": leggendo solo i nomi dei tre personaggi, si legge "Rosalino vince". Eppure, i più amati dal pubblico sembravano proprio essere gli Elii, che ironizzarono con il loro consueto humour dichiarando: "È tutta una pastetta, ci avevano promesso il quarto posto e invece siamo arrivati secondi". Il programma di Antonio Ricci, peraltro, rivelò in anticipo anche la vittoria di Giorgia nel 1995 e, addirittura, i primi tre classificati nel 1990 (Pooh, Toto Cutugno e Minghi-Mietta).
Pippo Baudo soccorre l'uomo che tentò il suicidio dall'Ariston, 1995

In tempi più recenti, è passato alla storia il caso del trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, arrivati secondi con "Italia Amore Mio" nel 2010. Contestati dall'orchestra ma molto votati dal pubblico. Sembra infatti che Pupo avesse affittato per l'occasione un call center, affinché il loro brano fosse votato a getto continuo e ottenesse così il primo posto. Ma la Rai, scoperto il presunto trucco, avrebbe bloccato tutto. Risultato: quell'anno vinse Valerio Scanu, uscito dalla potentissima scuderia di Maria De Filippi, con "Per tutte le volte che… ".
Nel 2014 si ripetette la stessa situazione avvenuta nel 1995 con Baudo. Questa volta è Fabio Fazio a gestire la situazione, e vede come protagonisti due operai del consorzio del bacino di Napoli e Caserta che non ricevono stipendio da un anno e mezzo. Non minacciano di suicidarsi, ma la protesta è comunque pressante.

Le canzoni più famose
Sono tante le canzoni portate a Sanremo, che per un motivo o un altro, hanno fatto la storia della musica Italiana, tra cui: 
Domenico Modugno, 1958
- Nilla Pizzi. Come non ricordare lei, Nilla Pizzi, vincitrice delle prime due edizioni del Festival di Sanremo con delle canzoni indimenticabili come “Grazie dei fiori” (1951) e “Vola colomba” (1952), simbolo di un’Italia che stava rinascendo dopo un difficile dopoguerra.
- Domenico Modugno. C’è poi chi di edizioni ne ha vinte ben quattro, come Domenico Modugno. Nel 1958 conquista il podio con la meravigliosa “Nel blu dipinto di blu” (che poi, come sappiamo, avrà un successo internazionale) e nel 1959 con “Piove” (meglio conosciuta come “Ciao ciao bambina”). Nel 1962 si presenta invece al Festival con Claudio Villa ed è ancora vittoria con “Addio…addio” e nel 1966 trionfa insieme a Gigliola Cinquetti con “Dio come ti amo”.
- Mina. “Le mille bolle blu”, il brano che Mina decide di portare a Sanremo ’62. Più della canzone in sé, che comunque riscuoterà un buon successo in Spagna e in Svezia, di quel Festival rimarranno nell'immaginario collettivo popolare italiano, sia il movimento fatto da Mina con le dita sulle sue labbra per pronunciare la parola "blu" nel brano, sia il vestito a pois indossato, tanto che il titolo sarà utilizzato per pubblicizzare qualsiasi genere di prodotti, da quelli per la casa a collane di dischi o, addirittura, trasmissioni televisive.
- Adriano Celentano. Il Molleggiato sceglie il brano “24.000 baci” da portare al Festival.  È considerato il primo brano rock and roll che partecipa al Festival di Sanremo.  La canzone è stata descritta come un "ritratto della gioventù disincantata di quel tempo, non incline al romanticismo e alle soglie della liberazione sessuale
- Gigliola Cinquetti. Prima di vincere nel 1966 con “Dio come ti amo”, Gigliola Cinquetti aveva già conquistato il primo posto con una canzone diventata “cult”, ovvero “Non ho l’età (per amarti)”, presentata al festival nel 1964. Nello stesso anno il pezzo ha vinto il Gran Premio dell’Eurovisione (oggi diventato Eurovision Song Contest), trasformandosi così in una hit internazionale.
Una giovanissima Gigliola Cinquetti, 1964
- Iva Zanicchi. Anche Iva Zanicchi si è portata a casa un po’ di primi posti sanremesi: nel 1967 con “Non pensare a me” in coppia con Claudio Villa, nel 1969 con la mitica “Zingara” insieme a Bobby Solo e nel 1974, da sola, con “Ciao cara come stai?”.
- Eros Ramazzotti. Andiamo avanti di qualche anno e troviamo un giovane Eros Ramazzotti, praticamente agli esordi, vincere l’edizione 1986 del festival con la romanticissima “Adesso tu”.
- Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri. La storia è piena di artisti che hanno deciso di unire le forze e le voci per partecipare al festival. Indimenticabile il trio formato da Giovanni “Gianni” Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri che, con l’energica “Si può dare di più”, sono stati i trionfatori dell’edizione 1987. Nel 1993 Ruggeri ha poi vinto da solo con la rockeggiante “Mistero”.
Mia Martini, 1992
- Mia Martini. “Almeno tu nell’universo” e “Gli uomini non cambiano” sono i brani portati sul palco dell’Ariston da Mimì, che seppur considerati tra i più belli dell’intera musica italiana, non sono riusciti nelle diverse edizioni a piazzarsi al primo posto.
- Massimo Ranieri. C’è poi un pezzo che, ancora oggi, ci fa battere forte il cuore ed è “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri: canzone vincitrice di Sanremo 1988. Un classico per un grande interprete.
- Anna Oxa e Fausto Leali. “Ti lascerò” è il brano portato alla vittoria dalla coppia musicale a Sanremo ’89.
- Amedeo Minghi e Mietta. “Vattene amore”, il brano con il ritornello che riesce subito ad entrare nelle orecchie degli italiani. 
- Pooh. Nel 1990 anche una band super-big come quella dei Pooh ha deciso di partecipare al Festival di Sanremo. Risultato: ha vinto con “Uomini soli”, canzone intima e d’atmosfera.
- Emma. Arriviamo agli anni 2000, quelli che hanno visto arrivare sul palco del Teatro Ariston i giovani artisti lanciati dai talent show. Nel 2012 Emma, “figlia” di “Amici di Maria De Filippi”, travolge letteralmente il festival con “Non è l’inferno” ed è vittoria.
Il Volo, 2015
- Il Volo. Ci sono poi i campioni uscenti, ovvero i ragazzi de Il Volo (Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble), che dopo aver conquistato mezzo mondo con le loro voci hanno avuto il giusto riconoscimento anche in patria con “Grande amore”, canzone data per vincitrice fin dal primo ascolto (classificatasi poi terza agli Eurovision Song Contest). Un pezzo di storia recente, già entrato nell’albo d’oro sanremese.

I record

Record di vittorie: Domenico Modugno e Claudio Villa, 4 vittorie.
Record di secondo posto: Totò Cutugno per 6 volte.
Record di premio della critica Big: attribuito per ben 3 volte a Mia Martini.
Record di premio della critica Giovani: Paola Turci, anche a lei attribuito per 3 volte.
Record di partecipazioni: con 15 partecipazioni Albano Carrisi, Milva, Peppino Di Capri e Toto Cutugno.
Record di vittorie consecutive: 2 per Nilla Pizzi, Domenico Modugno, Johnny Dorelli e Nicola Di Bari.
Record premi vinti in un solo Festival: 4 per Giorgia (Primo posto, Critica, Radio/tv e Autori) e per gli Stadio (Primo posto, Sala stampa, Miglior arrangiamento e Miglior cover).
Record di conduzioni: 13 per Pippo Baudo, seguito da Mike Bongiorno con 11 conduzioni.
Record di direzione artistica: 20 per Gianni Ravera.

Premio della Critica "Mia Martini", vinto da Ermal Meta, 2017

I premi
Sono diversi i premi che i cantanti in gara, a seconda delle categorie, con i vari criteri che comportano la loro conquista, vincono sul Palco dell’Ariston. Troviamo: 
Sono tante le canzoni portate a Sanremo, che per un motivo o un altro, hanno fatto la storia della musica Italiana, tra cui: 
- Il premio della critica “Mia Martini” istituito per la prima volta nel 1982;
- Il premio vincitore Cover, vinto solo dal 2011 in poi;
- Il premio della Sala Stampa Radio-TV "Lucio Dalla" inaugurato nel 2006;
- Premio Miglior Testo "Sergio Bardotti" e premio Miglior Arrangiamento "Giancarlo Bigazzi", entrambi inseriti nella gara per la prima volta nel 2013


-Articolo di Rosita De Tommaso e Vincenzo Siciliani (Contact us by e-mail detommasorosita@gmail.com vincenzosiciliani98@gmail.com)

Commenti

Post più popolari