Mia Martini: una stella nell'Universo
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Le origini
"Sono stata anch'io bambina di mio padre innamorata. Per lui sbaglio sempre e sono la sua figlia sgangherata"
Proprio a Bagnara Calabra si conoscono Giuseppe Bertè e
Salvina Dato.
Si sposano giovanissimi, e dal loro matrimonio nascono ben
quattro figli: Leda, Domenica, Loredana e Olivia.
Domenica, detta Mimì, condivide la stessa data di nascita con
Loredana, con anni differenti ovviamente.
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| Loredana Bertè e Mia Martini |
Presto si trasferiscono nelle Marche, per poi passare ad Ancona.
Mimì scopre l’amore per il canto, canta qualsiasi cosa passi
in radio. Si piazza sul balcone e le canta a squarciagola. Nelle sue vene
inizia già a scorrere la musica dentro.
Ma nulla è facile, Mimì lo scoprirà ben presto.
Il padre è al corrente di quanto Mimì sia una grande amante
della musica e che nella vita non voleva fare altro che inseguire il sogno di
calcare un palco, ma nulla di tutto questo serve per fargli capire che non
esiste solo lo studio. Ebbene sì, il signor Bertè vuole solo ed esclusivamente
che la figlia si dedichi allo studio.
Ma la piccola Mimì continua a sognare senza freni, come è
giusto che si debba fare.
Inizia così a prendere lezioni di pianoforte e a partecipare
ai suoi primi concorsi canori. Nel frattempo in casa Bertè si respira aria pesante:
l’uomo di casa inizia ad essere autoritario e aggressivo. A questo punto la
signora Salvina decide di lasciare il marito e andare altrove con le figlie.
Mimì intanto cresceva velocemente, la sua voce non passava
inosservata e inizia ad avere il suo successo in tutta provincia. Lei però
vuole qualcosa in più. Immaginava Milano e le grande case discografiche che
ospita. La mamma inizialmente è contraria, ma alla fine si fa trascinare dal desiderio
della figlia.
I primi passi verso il successo (..e le amare delusioni)
"Non lasciarmi, non lasciarmi..come puoi farlo tu che farei, che farei se non ci fossi più"
Nell’ottobre 1961 prendono il treno per Milano. Qui la
piccola Mimì inizia a vedere con i suoi occhi un’altra realtà, ben diversa
direi. Inizia a chiamare le varie case discografiche, ma tutti danno la stessa
risposta: “La faremo sapere”. Era ad un passo dal ritorno a casa, ma decide di
fare un ultimo tentativo. Chiama così Carlo Alberto Rossi, proprietario di un’etichetta
discografica. Lui accetta, così Mimì poco dopo si ritrova nella sala delle
audizioni. Inizia a cantare. Da quella bocca escono emozioni, passione, anima e
speranze. Carlo rimane subito folgorato da tale voce, così decide di metterla
sotto contratto.
Mimì inizia così a far diventare realtà il suo sogno.
Nell’estate del ’62 Carlo Alberto Rossi la fa esibire in
alcuni locali di Rimini e decide di farla debuttare come ragazza yé-yé.
Per l’esordio, Rossi decide di farle cantare alcuni successi
esteri adattati in italiano, ma il successo vero e proprio tarda ad arrivare
anche dopo la partecipazione a programmi di successo come Teatro 10. Lei è
ancora troppo acerba.
Decide così di mollare l’etichetta di Rossi per passare alla
Durium. Registra così un nuovo 45 giri, ma anche questa volta i risultati non
sono quelli sperati. Mimì delusa e amareggiata decide di mollare per prendere
posto come segretaria al sindacato dei cantanti.
Si trasferisce a Roma. Qui, insieme alla sorella Loredana,
anch’ella grande appassionata di musica, conosce gente che ama il mondo musicale.
Proprio in questa occasione spunta Renato Fiacchini, l’uomo che oggi conosciamo
come Renato Zero. È un ragazzo alto, esile e dai modi stravaganti, anche lui
intenzionato a diventare un cantante.
Mimì decide di riprovarci, ma questa volta vuole portarsi
dietro Loredana e Renato. Insomma, è praticamente impossibile che passino
inosservati. Ma sulla strada incontrano persone che non credono pienamente al
trio e alla fine non se ne fa nulla.
Ma nulla piega la forza di volontà di Mimì, così decide di riprovarci
da sola: una piccola etichetta milanese decide di puntare su di lei. Entra così
in studio per registrare due brani, ma qualcosa va storto e il disco non viene
distribuito.
L'arresto e il primo 33 giri
"Padre, davvero ma chi ti somiglia. Ma sei sicuro che sia tua figlia!"
Il 19 agosto viene arrestata per possesso di circa 35 grammi
di hashish. Questa
stupidaggine le costano 4 mesi di carcere.
“Mi sono resa conto che ero ricchissima
e non lo sapevo, che potevo guardare gli alberi, il cielo, respirare l’aria,
sorridere, parlare con la gente, piangere, ridere, bagnarmi sotto la pioggia,
tutte cose che non capivo e apprezzavo perché le avevo a portata di mano […]”
commenta Mimì sulla sua esperienza da detenuta.
Parte così carica per ritornare
ad inseguire quel sogno che da anni cerca di realizzare.
Durante la sera di Carnevale,
Mimì incontra l’avvocato Alberigo Crocetta, scopritore di talenti quali Patty
Pravo e Mal.
Alberigo viene così stravolto
dalla voce di questa giovanissima cantante, che le propone di passare alla sua
etichetta. Dopo vari tentativi da parte di Crocetta, dopo i continui rifiuti di
Mimì, quest’ultima accetta. Prima di tutto andava cambiato il nome, così lui sceglie
Martini come il famoso liquore, mentre lei decide Mia come la sua attrice preferita.
È nata così Mia Martini!
Mia entra nella famosa etichetta
discografica RCA. Da qui tutto sembra cambiare, finalmente iniziano le prime e
vere collaborazioni con artisti emergenti, tra i quali Claudio Baglioni che
decide di scriverle un brano: “Amore..amore.. un corno!”
Ma il brano di punta del 45 giri è
“Padre davvero”, che raccontava la distanza generazionale fra un padre e sua
figlia. Mia nega più volte la presenza di riferimenti autobiografici, ma riesce
a dare un’interpretazione intensa a questo brano trasmettendo tutta la rabbia
che da anni tiene dentro.
La RAI non vede di buon occhio
questi due brani perché non crede che l’Italia sia pronta ad ascoltare brani
con queste tematiche dai toni forti. Bigottismo diremmo oggi.
Ad innamorarsi della voce di Mia Martini
non sono solo persone comuni, ma anche artisti dal calibro di Mina e Lucio Battisti.
Esce così un nuovo 45 giri con due
canzoni scritte nuovamente da Baglioni. Anche questa volta le vendite non sono delle
migliori.
Ma Mimì non si fa intimorire da questa
situazione, infatti riesce ad afferrare il sogno di pubblicare un 33 giri: esce
così l’album “Oltre la collina”.
Questo album risulta un disco
raffinato, importante e ricco di spunti, ma non abbastanza per scavalcare la
censura da parte della radiotelevisione che lo considera troppo eccessivo e
spinto per i tempi. Ma non importa, Mimì ama questo album.
Da "Piccolo uomo" a "Minuetto"
"E' l'ultima occasione per vivere. Vedrai che non la perderò, e no!"
Ora è il momento della Ricordi,
la sua nuova casa discografica. È alle prese con il nuovo 45 giri. Questa volta
punta su “Piccolo uomo”, destinata a diventare una hit di successo.
Inizia così che Mia Martini entra
come una mina esplosiva nelle case delle persone. Tutti iniziano a rincorrerla,
ad amarla. Addirittura arrivano le prime copertine sulle riviste. La sua
popolarità varca i confini nazionali.
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| Franco Califano e Mia Martini |
È il momento di nuove canzoni.
Anzi, è il momento di "Minuetto", il nuovo brano scritto dal grande Califano, già
autore di canzoni per Mina e Ornella Vanoni.
Il 45 giri si rivela un vero
successo, il più venduto dell’anno.
Questo brano riscuote grande successo in Spagna, Jugoslavia, Brasile e
Giappone.
L'incontro con Charles Aznavour, Fossati e Sanremo
"La costruzione di un amore spezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore se te ne rimane"
Di lei è pazza anche Charles Aznavour,
così tanto da chiederle di accompagnarlo in un lungo tour. Grazie a lui, Mia ha
l’occasione di cantare all’Olympia di Parigi, un palcoscenico prestigioso che
solo artiste dal calibro di Liza Minnelli, Marlene Dietrich e Barbra Streisand sono
riuscite a calcare.
Nel ’77 ha l’occasione di
rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest con il brano “Libera”.
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| Mia Martini e Charles Aznavour |
Non sempre il successo, la fama e
il denaro sono sinonimi di felicità. Già ai tempi "Mimì" era una donna inquieta,
che aveva bisogno di amore. E nemmeno
tutti questi prestigi riescono a scalfire quella fragilità di sempre.
In questo periodo ha l’occasione
di conoscere Ivano Fossati, che per un motivo o un altro, le segna profondamente
la sua vita. Insieme riescono a donare molte perle alla musica italiana, tra
cui “La costruzione di un amore”.
Successivamente Mimì si scopre
cantautrice.
Nel 1982 sale sul palco dell’Ariston,
portando con sé il brano scritto da Fossati, "E non finisce mica il cielo".
Buio totale
"E nella vita ne ho viste, ne ho prese e ne ho date di botte"
Da qui in poi tutto inizia ad
annuvolarsi. Sembra come se il passato fosse tornato.
Nasce la questione della iella,
molto probabilmente l’evento che più ha turbato la nostra Mia.
Ancora oggi è difficile spiegare
cosa ha provocato tutto questo.. dicono che lei porti sfortuna, o come dicevano
loro, sfiga. E in un gioco comune a tutti nel suo ambiente al massacro verso la
sua persona, si sorrideva fra toccatine di testicoli o ferro. Cosa ha mosso
tanta cattiveria? Può la semplice ignoranza, per quanto volgare, arrivare a
tutto questo?
A tutto ciò si è anche aggiunto l’intervento
in gola e la paura di non poter più cantare. Il mondo sembra che la contrasti
anche nei più piccoli desideri di umanità. Ed è arrivato il momento più temuto:
Mia Martini si ritira dalle scene.
Il ritorno a Sanremo e la sua rivincita
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| Mia Martini durante la sua esibizione a Sanremo '89 |
"Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo, un punto sei, che non ruota mai intorno a me..un sole che splende per me soltanto come un diamante in mezzo al cuore"
Passano gli anni, ma finalmente
trova l’occasione per riscattare tutto il male che la gente le ha provocato.
Arriva il 1989, indossa un
vestito prezioso e il trucco è elegante, da signora. Gli occhi hanno dentro
tutto quello che non potrà mai essere dimenticato. Ha labbra e collo teso, sul
palco di Sanremo canta ALMENO TU NELL’UNIVERSO. Dal giorno dopo le nuovi
generazioni la scoprono, coloro che l’avevano smarrita la ritrovano, e i
maledetti che l’avevano rovinata per tanti anni di esistenza spero si siano
vergognati.
Nuovi successi l’attendono, tra
cui Gli uomini non cambiano, Cu’mme (con il grande Roberto Murolo), Stiamo come
stiamo (con la sorella Loredana Bertè), La nevicata del ’56 e tanti altri.
Mia Martini splende come non mai,
ha nuovi progetti per il futuro, la sua continua ricerca tra nuovi generi non
ha tregua.
"Ma quanto coraggio.."
"Ma tutto questo è la mia vita, è quella che mi sono scelta e non la cambierò con nessun'altra mai"
Tutto sembra una favola, una di
quelle che terminano con un bel “E tutti vissero felici e contenti”.
Non è andata così, tutto
finisce il 12 Maggio 1995.
“Da quella sera, una sera di maggio amore mio..ma
quanto coraggio, neanche Dio” grida a gola aperta Loredana Bertè in una delle
sue canzoni dedicate alla sorella.
Mimì ora non è dietro una collina come
cita una sua canzone, Mimì è una stella che brilla nell'Universo.
CIAO MIMI’










Le sorelle Martini sono senza dubbio dei pilastri fondamentali della nostra musica,voci incredibili, talenti favolosi e tante trasgressioni che hanno fatto la storia. Mimì è senza dubbio la maggior voce italiana dopo Mina (la quale fu una delle prime ad apprezzarla) mentre Loredana Bertè è una delle maggiori rockstar italiane più famose. Ahimè big come loro non ci saranno più.
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