Il coraggio delle donne

Adesso le donne sono cittadine che hanno gli stessi diritti degli uomini. Finalmente sono padrone di se stesse e possono esercitare qualsiasi professione vogliano. Ma cosa è successo prima che tutto ciò accadesse? Chi era la donna? Quali sono state le sue trasformazioni da un punto di vista sociale e domestico nel corso degli anni?

La donna era un accessorio, una sorta di giocattolo di colui che indossava i pantaloni. Nella società medioevale gli unici ruoli che poteva svolgere erano i lavori domestici e nei campi; nei primi decenni dell’Ottocento incominciò ad entrare nell’ambito lavorativo della fabbrica, anche se non poteva ancora avere un’istruzione che le garantisse una reale parità con l’uomo.



All’inizio del 19° secolo, le donne britanniche chiesero il diritto di voto. Questo portò alla creazione delle ‘suffragette’, molto attive e determinate.
Nel 1913, all’ippodromo inglese, Emily Davison si ferì gravemente, per poi morire dopo tre giorni.
Emmilene Pankhurst
Emily voleva attirare l’attenzione su di sé tentando di fermare un cavallo in corsa, ma l’animale la travolse uccidendola.
La Davison era una <<suffragette>>, una donna che si batteva perché nel suo paese venisse riconosciuto il DIRITTO DI VOTO femminile. Aveva 35 anni e si era laureata a Oxford.
Conosceva bene la vita delle terribili carceri inglesi, essendo stata arrestata più volte per disturbo alla quiete pubblica. In carcere aveva subito violenze fisiche e psicologiche, ma le torture non avevano piegato la sua forza di volontà.
I funerali di Emily furono un avvenimento seguito in tutta l’Inghilterra. Tutte le compagne parteciparono commosse alla cerimonia, tranne Emmilene Pankhurst perché era stata arrestata due giorni prima.
Emmilene era una donna di straordinaria cultura. L’associazione con la Pankhurst agiva con gesti anche violenti. Le suffragette gridavano i loro slogan per le vie cittadine.

Manifestazione delle suffragette
A tutte le manifestazioni delle suffragette era presente la polizia che spesso le picchiavano e le conducevano in carcere.
Nel gennaio 1918 a tutte le donne inglesi sopra i trent’anni venne concesso il diritto di voto. Emmilene morì nel 1928, anno in cui l’età per il voto venne femminile venne abbassato a 21 anni.

La seconda guerra mondiale portò grandi cambiamenti nella vita delle donne. Dopo la guerra solo poche donne lavoravano fuori casa. Mentre gli uomini erano impegnati a prestare servizio nell’esercito, alle donne toccava prendere i loro posti di lavoro , lavorando nelle fabbriche e guidando bus.
Nuovi invenzioni come la radio, il frigorifero e la lavatrice, insieme all’invenzione delle auto, cambiarono la vita quotidiana delle persone. Importanti novità come i cibi in scatola, vestiti già pronti ed elet
trodomestici, liberarono la donna da molti lavori casalinghi. Fu così che molte di loro iniziarono a lavorare fuori casa e ad essere finalmente se stesse senza limiti.


Classica diva anni '20

In America, invece, le donne ottennero il diritto di voto nel 1920. Il loro carattere si rifletteva nella moda: capelli corti, l’uso di cosmetici e sigarette, minigonne, l’utilizzo delle scarpe con i tacchi e tanto altro. Le ragazze amavano le star cinematografiche e le imitavano.





Ma in Italia cosa è successo?
In Italia viene affermata una legge elettorale che allargava il diritto di voto a tutti i cittadini in grado di leggere e scrivere, ma vietava la partecipazione femminile.
Un primo passo verso il riconoscimento dell’uguaglianza civile avvenne nel 1912 quando il Parlamento italiano approvò una nuova legge elettorale per modificare i criteri di accesso al voto, ricordato come “suffragio universale”, anche se le donne continuavano ad esserne escluse. Infatti, avevano il diritto di voto solo gli uomini che avevano frequentato il corso di istruzione obbligatoria e coloro che avevano prestato servizio nell’esercito o in altri corpi armati.
Nel 1922 Benito Mussolini  salì al governo e promise di concedere il voto amministrativo alle donne italiane, alle eroine di Patria, a coloro madri o vedove di caduti in guerra, alle donne benestanti o istruite.
Nel 1925 arriva in Senato una legge che concede il voto solo nelle consultazioni amministrative e potevano solo le donne che avessero compiuto 25 anni.
Da allora la battaglia continuò fino alle due date fondamentali che decretano l’emancipazione delle donne come cittadine: nel febbraio del ’45 il governo Bonomi vota all’unanimità il diritto di voto alle donne e il 2 giugno 1946 le donne fanno finalmente il loro ingresso ufficiale nella vita politica italiana.




"La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne.. solo adorate."cit. Oscar Wilde



~ Vincenzo Siciliani (For collaborations and infos my e-mail: vincenzosiciliani98@gmail.com)

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